Alessandro Barbero a Ivrea

Alessandro Barbero a Ivrea


Data

Lun 25 maggio 2026

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17:30

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A ottocento anni dalla morte di san Francesco, il professor Alessandro Barbero torna a interrogarsi sulla figura del patrono d’Italia con il libro San Francesco, pubblicato da Laterza. Nel volume, lo storico ricostruisce un ritratto lontano dall’immagine tradizionale del santo mite e sorridente tramandata nei secoli. Le fonti più antiche, infatti, mostrano un uomo complesso, attraversato da contraddizioni, durezza, sconfitte e tormenti interiori.

Le prime biografie di Francesco furono scritte da frati che lo avevano conosciuto personalmente, ma i loro racconti spesso si contraddicono. Col tempo prevalse il desiderio di consegnare ai fedeli l’immagine di un santo perfetto, senza dubbi né amarezze, quasi sovrapponibile alla figura di Cristo. Proprio per questo, quarant’anni dopo la sua morte, l’Ordine francescano prese una decisione eccezionale: eliminare le biografie esistenti e sostituirle con una versione ufficiale, la Legenda maior redatta da Bonaventura. Molti manoscritti delle testimonianze originarie vennero cercati e distrutti, salvo poi riemergere secoli dopo grazie a ritrovamenti fortuiti.

Da quelle pagine riaffiora un Francesco diverso da quello degli affreschi di Giotto ad Assisi: non soltanto il santo che parla agli uccelli o ammansisce i lupi, ma un uomo inquieto, capace tanto di gesti dolcissimi quanto di improvvise asprezze. E soprattutto, un personaggio impossibile da racchiudere in un’unica immagine, perché ciascuno dei suoi discepoli lo ricordava in modo differente. È proprio da questa molteplicità di voci che nasce la domanda al centro del libro: chi è stato davvero Francesco?


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