Cronaca nera, inchieste tv e il caso Garlasco: dove va l’informazione

Cronaca nera, inchieste tv e il caso Garlasco: dove va l’informazione


Data

Mer 08 luglio 2026

Ora inizio

22:15

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Il caso Garlasco — l’uccisione di Chiara Poggi nel 2007 — è diventato negli anni il simbolo della spettacolarizzazione mediatica della giustizia. Nonostante Alberto Stasi, fidanzato della vittima, sia stato condannato in via definitiva nel 2015, il dibattito non si è mai spento: periodicamente emergono dubbi e nuove ipotesi, spesso alimentati da inchieste televisive prive di un adeguato vaglio delle fonti e di riscontri concreti. Ne consegue una deriva pericolosa: gli studi dei talk show si trasformano in un’arena dove si svolge di fatto un processo parallelo, dominato dallo scontro tra opposte “tifoserie” a favore o contro il condannato, con una confusione sempre più marcata tra fatti accertati e verità alternative, non suffragate da prove. La diffusione indiscriminata di indiscrezioni non confermate ha conseguenze gravi sulla reputazione di tutte le persone coinvolte, sia vittime che indagati.
Su questi temi riflettono Gian Marco Chiocci e Massimo Giletti, analizzando gli elementi che hanno reso il caso uno dei più discussi di sempre: i presunti errori investigativi, le perizie tecniche giudicate non sempre attendibili, ma soprattutto il rispetto della deontologia professionale e il peso della cosiddetta “dittatura dell’audience”, che troppo spesso riduce la cronaca nera a semplice gossip di basso valore.


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