L’arte della sopravvivenza dei nostri nonni, contadini ribelli

L’arte della sopravvivenza dei nostri nonni, contadini ribelli


Data

Sab 09 maggio 2026

Ora inizio

14:30

Ingresso

A partire da 5€

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I contadini: eterodiretti, subordinati, soggiogati; “una classe oggetto” (Bourdieu), insomma. Così sono stati descritti i lavoratori della terra dalla maggior parte degli storici contemporaneisti. E invece no. Come in tante altre parti del mondo, anche nel profondo Veneto, nel corso dei secoli, i contadini poveri hanno saputo inventarsi in maniera del tutto autonoma una raffinata arte della sopravvivenza che ha consentito loro di arginare lo strapotere delle élite, inducendole a moderare lo sfruttamento: un'efficace azione di condizionamento, che potremmo chiamare “pedagogia della rivolta”, praticata dal basso verso l'alto.

In tempi come i nostri, nei quali neoelitisti o neopopulisti di tutte le specie mostrano un crescente disprezzo verso la parte più debole e sprovveduta della società o, peggio, cercano di ingannarla in maniera sistematica, appare urgente elaborare un modello non subalterno di autoriconoscimento per gli eredi attuali del mondo contadino ai quali la storiografia dominante continua a negare il diritto di partire dal proprio passato per andare avanti.

L'incontro vede come protagonista Livio Vanzetto, storico, cofondatore e primo direttore dell'Istresco, autore del volume “Rivolte di paese. Una nuova storia per i contadini del Veneto profondo” (Cierre Edizioni). Attraverso le sue ricerche, Vanzetto prende le distanze da quella storiografia elitaria ed elitista che continua a proporre rappresentazioni parziali e deformanti del passato degli italiani, nelle quali il ruolo dei ceti popolari appare del tutto marginale e sottomesso.


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