Navigare Contro Corrente. L’utopia Della Comprehensive Primary Health Care E L’orizzonte Di Un Altrimenti Praticabilecon Ivo Quaranta E Ardigò Martino

Navigare Contro Corrente. L’utopia Della Comprehensive Primary Health Care E L’orizzonte Di Un Altrimenti Praticabilecon Ivo Quaranta E Ardigò Martino


Data

Ven 17 aprile 2026

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16:00

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Questo contributo esplora l’attualità del paradigma della Comprehensive Primary Health Care (CPHC) come orizzonte critico per ripensare la promozione della salute nei contesti contemporanei. Muovendo da una ricerca-azione condotta nel territorio riminese, che ha portato alla creazione dei Nodi Territoriali di Salute — promossi dal Comune in collaborazione con il Distretto socio-sanitario e il Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale dell’Università di Bologna — analizzeremo come pratiche locali di prossimità possano riattualizzare, in modo situato e sperimentale, l’eredità della Dichiarazione di Alma-Ata, che a sua volta si inscrive nella più ampia tradizione della medicina sociale europea inaugurata nel XIX secolo. La relazione esplora come i Nodi Territoriali si configurino come infrastrutture relazionali di salute, orientate a ricomporre la distanza tra servizi, territori e vita quotidiana. In questa prospettiva, essi rappresentano un osservatorio privilegiato per comprendere le forme emergenti di co-produzione della salute e le tensioni tra logiche burocratiche e pratiche di prossimità. “Navigare contro corrente” diventa così più di una metafora: descrive una condizione strutturale del lavoro di promozione della salute. Promuovere salute significa infatti intervenire sui determinanti sociali della salute e dunque muoversi in direzione opposta rispetto alle dinamiche neoliberiste che organizzano l’ordine sociale contemporaneo, producendo disuguaglianze, precarietà e nuove forme di vulnerabilità. In questo senso, l’azione di operatori, istituzioni locali e attori della società civile impegnati nei Nodi Territoriali di Salute assume i tratti di un lavoro quotidiano di resistenza istituzionale e di reinvenzione delle pratiche di welfare. “Navigare contro corrente” indica quindi il tentativo di costruire, dentro vincoli organizzativi e normativi stringenti, spazi praticabili di un altrimenti: pratiche che non si limitano a migliorare l’efficienza dei servizi, ma che tentano di ridefinire le relazioni tra istituzioni, territori e comunità nella produzione della salute. In questa prospettiva, la CPHC non viene trattata come un modello compiuto o un passato perduto, ma come un’utopia concreta e incompiuta, capace di orientare processi di trasformazione istituzionale e di alimentare nuove forme di immaginazione politica della salute.


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