Neurosviluppo. Alle radici del leggere e scrivere, capire ed esprimersi

Neurosviluppo. Alle radici del leggere e scrivere, capire ed esprimersi


Data

Dom 26 aprile 2026

Ora inizio

12:00

Ingresso

Gratuito

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Domenica 26 aprile, ore 12.00 – Sala Leopardi Leggere e scrivere, così come comprendere ed esprimersi, non sono abilità innate né esclusivamente scolastiche. Sono il risultato di un processo di sviluppo che coinvolge il corpo, il movimento, la percezione e l’organizzazione dell’esperienza. Le competenze legate al linguaggio scritto poggiano su basi neurofisiologiche e sensomotorie che si costruiscono nel tempo: equilibrio, coordinazione, orientamento, integrazione sensoriale, organizzazione del gesto. Riconoscere una lettera richiede discriminazione visiva, lateralizzazione, dominanza interemisferica e una stabilità posturale sufficiente a liberare gli occhi dal compito di tenere in equilibrio il corpo. Scrivere richiede che le neurostrutture abbiano organizzato il gesto nello spazio. Comprendere un testo richiede un’attenzione che il corpo non deve essere costretto a consumare tutta, nel tentativo di tenersi in piedi, fermo, a fuoco. Esistono riflessi di sviluppo — attivi già nella vita intrauterina — che, se non completano il loro ciclo di maturazione, lasciano tracce nel modo in cui un bambino percepisce, si muove, si regola, apprende e si esprime. Tracce che non sempre siamo in grado di leggere come sviluppo non completato, ma che possono apparire come fatica ad apprendere, a concentrarsi, a stare nel gruppo, a trovare le parole, ad amare lo studio. Se famiglia, scuola e ambiente offrono e stimolano i contenuti che i bambini possono esprimere, lo sviluppo fisiologico delle abilità espressive costruisce le condizioni affinché questi contenuti possano essere compresi, organizzati ed espressi. In questo senso l’incontro propone uno sguardo che precede la prestazione, aiutando a riconoscere le basi su cui si fondano le abilità di lettura e scrittura e a comprendere come sostenerne lo sviluppo nella quotidianità — in famiglia, a scuola, nel corpo di ogni giorno. Partecipanti e ruoli: Relatrice: Nuni Burgio Biografia: Nunzia Ernesta Burgio, Nuni per chi la conosce, è nata con il mare davanti, l’energia Normanna nelle vene e i piedi pronti a muoversi. Canada, Milano per vent’anni, e poi Palermo per altri venti. Orvieto e adesso Lucca, rigorosamente dentro le mura di prima cerchia e ancora in fase di esplorazione del vicinato. Laureata in architettura al Polimi, ha la testa di chi sa che ogni struttura ha bisogno di solide fondamenta ancor prima di avere una forma e degli arredi. Lo ha capito sul serio quando, smettendo di fumare di colpo nel 2006, il suo corpo ha cominciato a chiederle conto di tutto quello che nelle radici non aveva ancora sviluppato. Da lì ha trovato il mondo dei riflessi, della sensorialità, del neurosviluppo… Il resto è una storia piena, di quelle che vivi quando entri nella stanza dei bottoni. Se avrete modo di ascoltarla, tra un riflesso dischiuso e la potenza della quotidianità sviluppativa, ve la racconta. Opera con genitori, insegnanti, scuole pubbliche e famiglie. Ha fondato Nuni Aps, ha coniato il termine “contattilità” per dare dignità a qualcosa che esiste da sempre ma non aveva mai avuto un nome. Sta scrivendo un libro, anzi due o tre, tutti andati oltre ogni termine di gestazione. Vi do uno scoop: il libro è lei… sta cercando disperatamente come downloaddarsi senza perdere in definizione e profondità. È asperger molto compensata, il che significa che processa il mondo con una precisione che sarebbe meglio per lei fosse la metà…. Costruisce oggetti di legno, cucina senza ricette, e misura tutto con il metro della ricotta di pecora fatta sul fuoco a legna — che è il metro più onesto che ci sia. È maritata con Claudio, Chiarissimo Prof. Matematico in pensione, teoremi a suo nome e infinita pazienza. La muove il senso di responsabilità verso chi non sa ancora di aver bisogno di lei. È un motore sviluppativo silenzioso e quasi sempre invisibile, ma questo lei e solo lei lo sa.


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