Quando la diplomazia diventa poesia

Quando la diplomazia diventa poesia


Data

Dom 31 maggio 2026

Ora inizio

15:30

Ingresso

Gratuito

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Un fatto letterario poco noto è che tra i vincitori del Premio Nobel della Letteratura figurano otto diplomatici: Gabriela Mistral, Saint John Perse, Ivo Andrić, Yorgos Seferis, Miguel Angel Asturias, Pablo Neruda, Czesław Miłosz, Octavio Paz. La diplomazia è stereotipata come la raffinata arte del pranzo e della cena, ma essa è un’arte complessa condotta con frasi brevi che rivelano tanto quanto nascondono. La poesia non è diversa (Abhay Kumar)

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.


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Pagine coinvolte
èStoria
èStoria

Il più grande festival italiano di storia si prefigge in ogni edizione l’obiettivo di spaziare nel tempo, dall’evo antico a quello moderno, su temi di grande rilevanza con un approccio multidisciplinare. Il Festival si compone di un numero sempre crescente di appuntamenti per mettere a confronto le voci più autorevoli che animano la ricerca e il dibattito storico-culturale internazionale. Durante le giornate del Festival si alternano dibattiti, presentazioni di libri, spettacoli, mostre, proiezioni e racconti di testimonianze.

Paolo Trichilo
Paolo Trichilo

il ministro plenipotenziario Paolo Trichilo è entrato in carriera diplomatica nel 1990. Ha prestato servizio all’estero come console a Mulhouse, consigliere commerciale ad Ankara, vice capo missione a New Delhi, rappresentante permanente aggiunto all’OCSE a Parigi e ambasciatore a Lubiana. A Roma ha prestato servizio alla Direzione Generale per gli Affari Politici (CSCE), alla Segreteria Generale (vicario del Coordinatore internazionale antiterrorismo e vicario dell’Unità di Crisi), alla Direzione Generale per i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente (Task Force Iraq); è stato in seguito Consigliere diplomatico del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e infine vice direttore generale per le Risorse e l’Innovazione. Attualmente è Ambasciatore a Zagabria

Luca Caburlotto
Luca Caburlotto

soprintendente archivistico del Friuli Venezia Giulia e direttore della Biblioteca statale Isontina di Gorizia. Si è interessato ultimamente della strumentalizzazione politica di Dante Alighieri fra Otto e Novecento in Veneto e nella Venezia Giulia e dell’uso della toponomastica cittadina in funzione dell’ideologia.