Ripensare L’internazionalismo. Tra Utopia E Politica Della Liberazionecon Sandro Mezzadra

Ripensare L’internazionalismo. Tra Utopia E Politica Della Liberazionecon Sandro Mezzadra


Data

Sab 18 aprile 2026

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17:00

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In un’epoca segnata da guerre, crisi climatiche e trasformazioni profonde dell’ordine globale, il nazionalismo sembra dominare il discorso politico. All’interno dei confini nazionali, questa è la tesi di fondo della lezione, non è possibile pensare un’alternativa all’esistente. Ripensare l’internazionalismo diventa in questo senso un compito necessario — e al tempo stesso estremamente difficile, letteralmente “utopico”. Nella consapevolezza della complessità della stessa storia dell’internazionalismo socialista e comunista, che sarà ricostruita per accenni, si cercherà di recuperarne la problematica di fondo: la necessità di costruire un linguaggio politico capace di rendere conto dell’eterogeneità delle esperienze del dominio e dello sfruttamento in diverse parti del mondo articolando al tempo stesso un desiderio comune di liberazione. Più che un progetto universale imposto dall’alto, l’internazionalismo appare oggi come un processo di traduzione tra lotte e contesti differenti, un terreno di costruzione collettiva che emerge dall’intreccio di conflitti sociali, trasformazioni del capitalismo globale e immaginazioni politiche del futuro. Ripensare l’internazionalismo significa quindi riaprire lo spazio per una politica oltre la nazione e per la possibilità concreta di mondi comuni. La critica dell’esistente e una nuova politica della liberazione non possono oggi che essere definite su questo terreno.


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Un Altro Mondo è Possible

Sandro Mezzadra
Sandro Mezzadra

Sandro Mezzadra insegna Filosofia politica all’Università degli Studi di Bologna (Dipartimento delle Arti) ed è “adjunct research fellow” presso l’Institute for Culture and Society della University of Western Sydney. Ha tra l’altro svolto attività di insegnamento e di ricerca presso la New School for Social Research di New York, la Humboldt Universität di Berlino, la University of Western Sydney, la Fondation Maison des sciences de l’homme di Parigi, la Duke University (Durham, North Carolina), l’Università di Lubiana e la Universidad Nacional de San Martín (Buenos Aires). Negli ultimi anni il suo lavoro si è concentrato in particolare sui rapporti tra globalizzazione, migrazioni e processi politici, sul capitalismo contemporaneo e sulla critica postcoloniale. Partecipa attivamente ai dibattiti sul “post-operaismo” ed è uno dei fondatori del sito Euronomade (www.euronomade.info). Tra le sue pubblicazioni: Diritto di fuga. Migrazioni, cittadinanza, globalizzazione (ombre corte, 2006); La condizione postcoloniale. Storia e politica nel presente globale (ombre corte, 2008); Nei cantieri marxiani. Il soggetto e la sua produzione (manifestolibri, 2014; trad spagnola 2014; trad. ingl. 2018); Un mondo da guadagnare. Per una teoria politica del presente (Meltemi, 2020). Per il Mulino ha curato la raccolta di scritti di W.E.B. Du Bois, Sulla linea del colore. Razza e democrazia negli Stati Uniti e nel mondo (2010). Con Brett Neilson è autore di Border as Method, or, the Multiplication of Labor (Duke University Press, 2013; trad. it. Il Mulino 2014) e The Politics of Operations. Excavating Contemporary Capitalism (Duke University Press, 2019).