Spazi di silenzio, segni nella storia. Le chiese di Gorizia come crocevia di culture

Spazi di silenzio, segni nella storia. Le chiese di Gorizia come crocevia di culture


Data

Ven 29 maggio 2026

Ora inizio

18:00

Ingresso

Gratuito

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Le chiese di Gorizia non sono solo edifici di culto, ma luoghi in cui il silenzio custodisce secoli di storia. Attraverso architetture, simboli e stratificazioni artistiche raccontano una città di confine, segnata dall’incontro di lingue, popoli e tradizioni diverse. In questi spazi si intrecciano dimensione spirituale e vicende civili: guerre, passaggi di sovranità, trasformazioni culturali. Non semplici monumenti, ma presenze vive che continuano a interrogare il presente e a custodire l’identità di una comunità europea.



A cura di Italia Nostra aps Sezione di Gorizia in collaborazione con il Club per l’UNESCO di Gorizia

Ingresso libero e gratuito per tutti fino a esaurimento posti.

Una parte dei posti è riservata a coloro che hanno aderito al progetto Amici di èStoria per i quali è possibile prenotare dalle ore 9.00 di giovedì 14 maggio 2026 fino alle ore 23.59 di lunedì 25 maggio 2026 sul sito web www.estoria.it, fino a esaurimento dei posti a loro riservati. Per prenotare è necessario accedere alla propria area riservata. Le prenotazioni degli Amici devono essere confermate dagli uffici di èStoria.

Il regolamento del progetto Amici di èStoria è disponibile a questo link.

*Ricorda: per effettuare la prenotazione bisogna accedere al sito con username e password scelti in fase di iscrizione.


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Il più grande festival italiano di storia si prefigge in ogni edizione l’obiettivo di spaziare nel tempo, dall’evo antico a quello moderno, su temi di grande rilevanza con un approccio multidisciplinare. Il Festival si compone di un numero sempre crescente di appuntamenti per mettere a confronto le voci più autorevoli che animano la ricerca e il dibattito storico-culturale internazionale. Durante le giornate del Festival si alternano dibattiti, presentazioni di libri, spettacoli, mostre, proiezioni e racconti di testimonianze.

Stefano Visintin
Stefano Visintin

Laurea in Fisica Nucleare; Baccalaureato, Licenza, Specializzazione e Dottorato in Teologia Fondamentale; Master in Psicologia di Consultazione e “Certificate of Advanced English”. Dal 2001 Professore di Teologia Fondamentale nella Facoltà di Teologia del Pontificio Ateneo Sant’Anselmo dove ha ricoperto gli incarichi di Decano della Facoltà di Teologia, di Vicerettore e Rettore Magnifico. Dal 2019 Abate dell’Abbazia di Praglia, di cui è monaco professo dal 1990 e sacerdote dal 2009. La Comunità Benedettina di Praglia conta circa 40 membri. La maggior parte vive a Praglia, mentre alcuni vivono nelle tre case dipendenti di Venezia, San Giorgio Maggiore, di Teolo e in Bangladesh. Oltre al quotidiano servizio fraterno, i monaci si occupano di alcune specifiche attività lavorative: Restauro del libro antico, Cosmetica Apis Euganea, Erboristeria Pratàlea, apicoltura, coltivazione della vigna e cantina, pubblicazione di opere a carattere monastico e spirituale.