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James Boyle
James Boyle è professore di Diritto (William Neal Reynolds Professor of Law) presso la Duke Law School (Durham, North Carolina), dove ha fondato il Center for the Study of the Public Domain. Ha insegnato anche presso l’American University, Yale, Harvard, Boston University e l’Università della Pennsylvania. Promotore del libero accesso alla conoscenza e ai beni culturali, è stato uno dei membri fondatori, poi presidente del Consiglio direttivo, di “Creative Commons”, l’organizzazione che ha rivoluzionato le licenze d’autore digitali con l’introduzione di modelli giuridici aperti, leggibili anche da macchine. Ha inoltre co-fondato “Science Commons”, per estendere tali principi al mondo della ricerca scientifica e dei dati, e ha fatto parte del Consiglio direttivo della Public Library of Science. I suoi interessi di ricerca riguardano il campo della proprietà intellettuale, del diritto delle nuove tecnologie e della teoria critica del diritto. I suoi lavori più recenti si concentrano sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale per la definizione della persona, della responsabilità morale e della soggettività giuridica, sollevando interrogativi fondamentali per il diritto, la filosofia e l’educazione in merito all’apprendimento delle macchine. Per questi contributi ha ricevuto, tra gli altri, il World Technology Network Award for Law e il Pioneer Award della Electronic Frontier Foundation, riconoscimenti dedicati a chi ha saputo promuovere i diritti civili nell’era digitale. Scrive per giornali e riviste come “The New York Times”, “Financial Times”, “Washington Post”, “Times Literary Supplement”, “Newsweek” e “The Economist”, portando il dibattito sui diritti digitali anche al grande pubblico. Ha pubblicato due “fumetti accademici” co-scritti con Jennifer Jenkins che spiegano il fair use e la storia del plagio musicale da Platone al rap. Tra i suoi libri si segnala in particolare il più recente, disponibile gratuitamente con licenza “Creative Commons”: The Line: Artificial Intelligence and the Future of Personhood (Il confine. Intelligenza artificiale e il futuro della persona, Cambridge-Mass. 2024).