Convivere con le lingue, convivere nella lingua
Sun 16 November 2025
18:30
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Partendo dal mito della Torre di Babele – e dalla sua affascinante reinterpretazione nel celebre dipinto di Brueghel – questa lezione invita a riflettere su che cosa significhi davvero convivere in un mondo fatto di lingue, culture e identità diverse. Il multilinguismo non come ostacolo, quindi, ma come risorsa: uno spazio di collaborazione, dialogo e costruzione comune. Con uno sguardo critico ma anche narrativo, Federico Faloppa (Trovare le parole. Abbecedario per una comunicazione consapevole; con Vera Gheno, Edizioni Gruppo Abele) ripercorre la storia delle teorie linguistiche, smontando le vecchie gerarchie nate in epoca coloniale e proponendo una visione più aperta e “ecologica” del linguaggio, capace di riconoscere pari valore a ogni lingua e a chi la parla. Perché la lingua non è solo uno strumento per comunicare: è anche riconoscimento, relazione, politica. Dare un nome significa dare voce ed esistenza; cancellare le differenze significa invece escludere e ridurre al silenzio. In fondo, Babele non è una condanna, ma un’occasione per costruire insieme uno spazio multilingue di ascolto e convivenza – quanto mai necessario oggi, in un tempo segnato da discriminazioni, discorsi d’odio e conflitti che negano l’umanità dell’altro.
Incontro accessibile nella Lingua dei Segni Italiana (LIS).
Partendo dal mito della Torre di Babele – e dalla sua affascinante reinterpretazione nel celebre dipinto di Brueghel – questa lezione invita a riflettere su che cosa significhi davvero convivere in un mondo fatto di lingue, culture e identità diverse. Il multilinguismo non come ostacolo, quindi, ma come risorsa: uno spazio di collaborazione, dialogo e costruzione comune. Con uno sguardo critico ma anche narrativo, Federico Faloppa (Trovare le parole. Abbecedario per una comunicazione consapevole; con Vera Gheno, Edizioni Gruppo Abele) ripercorre la storia delle teorie linguistiche, smontando le vecchie gerarchie nate in epoca coloniale e proponendo una visione più aperta e “ecologica” del linguaggio, capace di riconoscere pari valore a ogni lingua e a chi la parla. Perché la lingua non è solo uno strumento per comunicare: è anche riconoscimento, relazione, politica. Dare un nome significa dare voce ed esistenza; cancellare le differenze significa invece escludere e ridurre al silenzio. In fondo, Babele non è una condanna, ma un’occasione per costruire insieme uno spazio multilingue di ascolto e convivenza – quanto mai necessario oggi, in un tempo segnato da discriminazioni, discorsi d’odio e conflitti che negano l’umanità dell’altro.
Incontro accessibile nella Lingua dei Segni Italiana (LIS).
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