Divenire con la moda. Strategie del corpo nel sociale

Divenire con la moda. Strategie del corpo nel sociale


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Sat 23 May 2026

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In ogni cultura, il corpo non è mai solo naturale, né può dirsi veramente “nudo”: è modellato, educato e reso visibile attraverso l’abbigliamento e le modificazioni cui viene sottoposto. La moda è il punto di incontro tra corpo, abito e cultura; è lo strumento attraverso cui il corpo individuale si fa corpo sociale, e nel quale le idee di genere, potere ed erotismo vengono rappresentate e talvolta sovvertite. Dalle silhouette esasperate di Dior negli anni Cinquanta, fino alle contemporanee tendenze genderless, la moda ha costantemente prodotto e messo in crisi codici corporei. Le scelte del guardaroba sono atti estetici e politici che disegnano la mappa del nostro stare al mondo. Dalle protuberanze asimmetriche di Rei Kawakubo – che ha riscritto la geografia del corpo femminile sfidando la conformità del contemporaneo BBL – alla camicia Madiba di Nelson Mandela nel Sudafrica post-apartheid, l’abito diventa così un gesto capace di scardinare e ridefinire i confini stabiliti. Tra periferie e passerelle, i corpi negoziano così il proprio divenire, in un costante equilibrio tra espressione individuale e appartenenza collettiva.


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Dialoghi Di Pistoia
Dialoghi Di Pistoia

Dialoghi: fra relatori, fra discipline diverse, fra relatori e pubblico, perché l’importante è dialogare, per meglio capire, conoscere e confrontarsi. È questo il punto di partenza del festival Dialoghi di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli, animato da un impegno culturale e civile e dalla volontà di coinvolgere il più vasto pubblico possibile durante tre giorni di incontri, lezioni, spettacoli e letture nel centro storico di Pistoia. Un festival di approfondimento culturale dedicato all’antropologia del contemporaneo, che vuole offrire a chi partecipa nuovi sguardi sulle società umane, ponendo a confronto esperti di diversi ambiti in un colloquio che attraversi i confini disciplinari e proponga letture inedite del mondo che ci circonda. I Dialoghi offrono un modo nuovo di fare approfondimento culturale, sia per il taglio antropologico, che per primi hanno adottato, sia per la produzione di contenuti culturali. L’impegno costante consiste infatti nell’offrire al pubblico conferenze, spettacoli, incontri inediti.  Per questo motivo, negli anni, al festival si sono affiancate una serie di iniziative: una collana di volumi editi da UTET, un vasto archivio di registrazioni audio e video (oltre 700) che hanno avuto circa 5 milioni di visualizzazioni, un progetto scolastico che ha visto la partecipazione di 36.000 giovani, un programma online che lo scorso anno ha prodotto oltre mezzo milione di visualizzazioni. I Dialoghi hanno ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Simona Segre-Reinach
Simona Segre-Reinach

Simona Segre-Reinach, insegna Antropologia culturale e Fashion Studies presso l’Università Alma Mater di Bologna. Si occupa di moda in una prospettiva globale e transculturale, con particolare attenzione al rapporto tra corpo, cultura e identità. Ha condotto ricerche sulle joint venture italo-cinesi nella moda e ha curato mostre internazionali, tra cui Facing Beauties (Rimini, 2013) e Jungle (Venaria Reale, 2017). Tra le sue pubblicazioni: La moda. Un’introduzione (Laterza, 2010), Un mondo di mode (Laterza, 2011), Biki. Visioni francesi per una moda italiana (Rizzoli, 2019), Fashion in Multiple Chinas (Bloomsbury Visual Arts, 2020), Per un vestire gentile (Pearson, 2021), It’s Snowing (con V. Linfante e M. Zanella, Marsilio, 2025), Animal (Bloomsbury Visual Arts, 2026) e Bing Bang Bong. Una storia quasi ebraica (Guerini, 2026). Ha collaborato alla sceneggiatura del documentario Biki. La donna che rese divina Maria Callas (2024), collabora con L’Indice dei Libri e Doppiozero. È invited scholar ai “Fashion Symposium” del Museum at FIT di New York. Già direttrice di Zonemoda Journal, fa parte del comitato scientifico di Fashion Theory e di altre testate internazionali di cultura della moda. È co-curatrice dell’Archivio Biki-Jacques Reynaud (Università degli Studi di Milano).