Kolchoz. Incontro con Emmanuel Carrère

Kolchoz. Incontro con Emmanuel Carrère


Date

Sun 23 August 2026

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18:00

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Ci sono stati, nell’infanzia di Emmanuel Carrère, momenti di memorabile beatitudine: quelli in cui, in occasione dei viaggi del padre, a lui e alle due sorelle minori era concesso di trasferirsi nella camera dei genitori. «Marina, che era la più piccola, dormiva nel lettone. Nathalie e io portavamo i nostri materassi o semplicemente mettevamo dei cuscini intorno al letto. A questo rito mia madre aveva dato un nome: fare kolchoz. Ci piaceva da morire fare kolchoz». I tre fratelli, ormai più che adulti, ripeteranno quel rito nella camera di un hospice, raccogliendosi attorno alla madre per trascorrere con lei l’ultima notte della sua vita. Sarà proprio Emmanuel a chiuderle gli occhi; e poco tempo dopo inizierà la stesura di questo libro. Che è al tempo stesso il grande «romanzo familiare» in cui Carrère ricostruisce la storia – perigliosa, tormentata, avvincente come una saga – delle due famiglie da cui discendeva sua madre, quella russa e quella georgiana; il racconto di come la povera, orgogliosa Hélène Zourabichvili dal cognome impronunciabile sia diventata la più influente storica francese dell’Unione Sovietica prima e della Russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell’Académie française; e una struggente dichiarazione d’amore per questa donna dura, autoritaria, avida di riconoscimenti accademici e mondani, ma anche coraggiosa, tenace, generosa, di cui il figlio non nasconde ombre e asprezze.


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Una Montagna di Libri
Una Montagna di Libri

Dal 2009, la festa internazionale della letteratura di Cortina d'Ampezzo. Incontri con l'autore, d'estate e d'inverno, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio UNESCO.

Emmanuel Carrère
Emmanuel Carrère

Emmanuel Carrère è nato a Parigi nel 1957. Dopo la laurea si è occupato di critica cinematografica per Positif e Télérama. Nel 1983 ha iniziato a scrivere i suoi primi romanzi e numerose sceneggiature per film e telefilm basate su testi di Georges Simenon e altri. La sua poetica si colloca in un fruttuoso crocevia tra saggio narrativo e reportage giornalistico, romanzo e racconto biografico, ed è quasi sempre incentrata sul nesso fra illusione e realtà nella cultura contemporanea. Molti suoi libri sono stati trasposti in sceneggiature cinematografiche e nel 2005 ha diretto L'amore sospetto, un lungometraggio tratto dal suo romanzo Baffi e interpretato da Vincent Lindon ed Emmanuel Devos, vincitore nel 2006 della Quinzaine des Realizateurs di Cannes e dell'Efebo d'Oro. Al 2011 risale Limonov, l'originale biografia dello scrittore e politico russo Ėduard Limonov, divenuta un caso letterario internazionale e vincitrice del Prix Renaudot. Per Le Monde il testo – pubblicato in decine di Paesi – è «una visione non distante ma laterale, in grado di far emergere il sublime e il ridicolo; un'opera in cui l'autore francese, «con una scrittura di una precisione illuminante, ha cercato di "dispiegare" le complessità della storia di questo fine secolo». Dal libro è stato tratto nel 2024 l'omonimo film con Ben Whishaw nel ruolo di Limonov. Tra i suoi lavori più recenti si segnalano Yoga (2021), racconto autobiografico delle discipline di meditazione praticate per conseguire «uno stato di meraviglia e serenità», e V13 (2022), serrata e appassionata raccolta degli articoli firmati dallo stesso Carrère durante il processo ai colpevoli degli attacchi terroristici di Parigi del 2015. Nel 2024 Adelphi ha tradotto Stretto di Bering, uno dei suoi primissimi lavori risalenti agli anni Ottanta in cui già traspaiono diverse caratteristiche che hanno reso celebre la sua opera letterari.



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