Resistere raccontando. La voce di Gaza

Resistere raccontando. La voce di Gaza


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Fri 10 July 2026

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Wael Al‑Dahdouh incarna perfettamente il significato più profondo del sumud, quella resilienza ostinata e tenace che è il segno distintivo del popolo palestinese. Come capo della redazione di Al Jazeera a Gaza, dal 7 ottobre 2023 ha scelto di rimanere nel cuore dell’inferno, raccontando al mondo l’assedio e la distruzione che hanno travolto la Striscia. Il prezzo pagato è stato altissimo: ha perso dodici membri della sua famiglia in un bombardamento, è rimasto ferito e ha assistito alla morte del suo cameraman, ucciso da un drone mentre erano al lavoro. Eppure, dopo ogni lutto, ha trovato la forza di rialzarsi e tornare in diretta, ripetendo con fermezza: «Bisogna continuare a trasmettere immagini e parole, senza fermarsi». In questo periodo, in quella che appare come una distruzione sistematica, moltissimi giornalisti hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio dovere; le pettorine con la scritta “Press”, lungi dall’offrire protezione, sono diventate un segno di riconoscimento per chi li ha presi di mira, mentre ai colleghi internazionali è stato negato l’accesso al territorio, impedendo una testimonianza esterna. Per questa ragione, la gente di Gaza chiama affettuosamente Wael Al‑Dahdouh Al Jebel, la Montagna: la sua forza non è nella potenza, ma nella capacità di restare, di vedere e di narrare anche quando tutto sembra crollare. Per Al‑Dahdouh, raccontare non è solo fare informazione: è un atto di resistenza, un modo per dare memoria a ciò che accade e tenere viva, anche nel dolore, la speranza di poter un giorno ricostruire.


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Il libro possibile
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Wael Al-Dahdouh
Wael Al-Dahdouh

Wael Al-Dahdouh is bureau chief in Gaza for Al Jazeera. He has covered Gaza for almost 30 years. Numerous members of Al-Dahdouh's family have been killed by the Israeli military during the latest Gaza war. His wife, seven-year-old daughter, and 15-year-old son were killed in an Israeli airstrike on the Nuseirat refugee camp on 28 October 2023, in addition to eight of his other relatives. On 15 December 2023, while Al-Dahdouh and his cameraman Samer Abu Daqqa were covering the Haifa School airstrike in Khan Yunis, they were hit by an Israeli missile, injuring Dahdouh and fatally wounding Abu Daqqa. Despite the death of many family members and his injury, he quickly returned to reporting on the war after both incidents. His son, journalist Hamza Al-Dahdouh, was killed by an Israeli airstrike in Khan Yunis on 7 January 2024 and two of his nephews were killed in an airstrike the following day. In November 2024, the National Press Club in Washington D.C. gave him the 2024 John Aubuchon International Press Freedom Award, the highest honor from the National Press Club. He has also received many other awards, including from Reporters Without Borders and Amnesty International. For more detailed information on Al-Dahdouh, here is the 31 October 2024 long read by Nesrine Malik in The Guardian.

Francesca Borri
Francesca Borri

Giornalista corrispondente La Repubblica, esperta di Medio Oriente

Nabil Salameh
Nabil Salameh

Cantautore e fondatore del gruppo Radiodervish, ha collaborato a lungo con Al Jazeera