Storia del tatuaggio nella civiltà mediterranea

Storia del tatuaggio nella civiltà mediterranea


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Sun 24 May 2026

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Sebbene sia stata ritenuta una tradizione esotica e selvaggia, introdotta in Europa nel secondo Settecento dopo i viaggi di Cook e Bougainville nel Pacifico, il tatuaggio è sempre stata una presenza ubiqua, comparsa agli albori della civiltà. Le sue radici europee sono profonde, e hanno attraversato le principali culture classiche (Egitto, Grecia e società etrusca e romana), per poi evolvere in forme devozionali in epoca medievale e moderna. Un percorso che nei Paesi mediterranei – e segnatamente in Italia – è continuato, sino alle ferme condanne dei primi antropologi, che hanno elaborato nel secondo Ottocento lo stigma sociale nei confronti del tatuaggio, ritenuto un indizio infallibile di devianza sociale. Eppure, soprattutto in Italia, sin dal tardo Quattrocento, esistono prove inconfutabili della presenza di tatuaggi devozionali, terapeutici, identitari e professionali, ben prima che Lombroso e i suoi allievi si scagliassero contro il Marchio di Caino. Parlarne oggi, in una nazione in cui, senza distinzioni di genere, un adulto su quattro è tatuato, significa condurre una riflessione sull’evoluzione dei concetti di corporeità, appartenenza e identità epiteliale.


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Dialoghi Di Pistoia
Dialoghi Di Pistoia

Dialoghi: fra relatori, fra discipline diverse, fra relatori e pubblico, perché l’importante è dialogare, per meglio capire, conoscere e confrontarsi. È questo il punto di partenza del festival Dialoghi di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli, animato da un impegno culturale e civile e dalla volontà di coinvolgere il più vasto pubblico possibile durante tre giorni di incontri, lezioni, spettacoli e letture nel centro storico di Pistoia. Un festival di approfondimento culturale dedicato all’antropologia del contemporaneo, che vuole offrire a chi partecipa nuovi sguardi sulle società umane, ponendo a confronto esperti di diversi ambiti in un colloquio che attraversi i confini disciplinari e proponga letture inedite del mondo che ci circonda. I Dialoghi offrono un modo nuovo di fare approfondimento culturale, sia per il taglio antropologico, che per primi hanno adottato, sia per la produzione di contenuti culturali. L’impegno costante consiste infatti nell’offrire al pubblico conferenze, spettacoli, incontri inediti.  Per questo motivo, negli anni, al festival si sono affiancate una serie di iniziative: una collana di volumi editi da UTET, un vasto archivio di registrazioni audio e video (oltre 700) che hanno avuto circa 5 milioni di visualizzazioni, un progetto scolastico che ha visto la partecipazione di 36.000 giovani, un programma online che lo scorso anno ha prodotto oltre mezzo milione di visualizzazioni. I Dialoghi hanno ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

Guido Guerzoni
Guido Guerzoni

Professore universitario