Laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche (Università di Trieste – sede di Gorizia), sposato con 2 figli. Dal 2005 vivo e lavoro in Bosnia e Erzegovina per conto di Caritas: il primo anno (2005-2006) sono partito come volontario in servizio civile a Mostar presso la Caritas locale (progetto “Caschi bianchi”); poi per quasi 3 anni (2006-2008) ho vissuto e operato a Banja Luka per seguire un progetto di Caritas Italiana di rientro dei profughi nelle aree rurali; e infine dal 2009 ad oggi vivo ed opero a Sarajevo. Dal 2006 al 2024 sono stato il coordinatore di Caritas Italiana per tutta l’area balcanica. Dai nostri uffici di Sarajevo seguivo infatti non solo i progetti di Caritas Italiana in Bosnia e Erzegovina, ma anche in molti altri paesi dell’area: Serbia, Montenegro, Macedonia, Bulgaria, Turchia. Durante questi anni ho seguito diversi progetti a supporto di persone vulnerabili: profughi di guerra, disabili, persone con disturbi mentali, giovani, migranti in transito lungo la Rotta balcanica, persone colpite da disastri naturali (terremoti o alluvioni). Negli anni ho poi supportato sempre di più lo sviluppo organizzativo delle Caritas locali nell’area balcanica. Nel 2024 sono entrato a far parte di Caritas Internationalis, che è la rete globale di Caritas, con sede in Vaticano presso la Santa Sede. Sono rimasto a vivere e lavorare a Sarajevo perchè faccio un lavoro che può essere svolto prevalentemente da remoto e tramite missioni nei luoghi di intervento: il mio lavoro è il supporto allo sviluppo organizzativo delle Caritas a livello globale, soprattutto quelle più fragili o in contesti più problematici. Da due anni dunque non mi occupo più solo di Balcani, ma anche di altri luoghi e scenari a livello globale.