Naturalmente, Naturale e Innaturale nella storia
63 Events

Naturalmente, Naturale e Innaturale nella storia


Dall’antichità a oggi i termini natura e naturale ricorrono costantemente nel discorso giuridico, politico, scientifico, culturale, religioso e assumono significati e valori anche molto diversi tra loro. Cosa si intende quando si usano quei riferimenti nel discorso pubblico? Cosa si intende quando si parla di confini naturali, famiglie naturali, cibi naturali, ruoli di genere naturali, ambienti naturali? E cosa significa dire che in queste o in altre circostanze, la natura o il naturale mancano?

Nel tempo attorno a queste parole la discussione si è spesso fatta molto accesa, perché si tratta di termini che tendono a muovere una riflessione sui principi, sulle responsabilità e sui limiti delle scelte individuali e collettive. Nei lunghi secoli del colonialismo, riferirsi alla natura è servito a legittimare la schiavitù di popoli e poi a determinare il ruolo sociale e politico della razza. Dalle origini della pratica religiosa, il naturale è stato un riferimento importante per definire le forme morali e giuridiche della famiglia e della parentalità. E ancora, guardando a natura e naturale si è costruita una critica ai cambiamenti nel rapporto con l’ambiente, dalla coltivazione agricola all’alimentazione, all’impatto sul territorio e sulla salute degli esseri viventi, volta a discutere il modo con il quale le società si sono storicamente organizzate. Nell’arte e nella letteratura, il naturale è stato un richiamo altrettanto forte per orientare le forme e i contenuti della rappresentazione. Interrogarsi sull’uso di questi termini in una prospettiva storica lunga può aiutarci a mettere a fuoco il senso complesso, cangiante, multiforme che il riferimento alla natura o alla sua assenza può assumere. E il programma della storia in piazza mostrerà come queste parole abbiano avuto un ruolo decisivo nelle esperienze storiche delle persone e delle comunità. Carlotta Sorba ed Emmanuel Betta


Modified more than a month ago

Pages involved
La Storia in Piazza
La Storia in Piazza

Quattro giorni di incontri, dialoghi, reading, mostre, laboratori, percorsi guidati, per adulti, bambini e ragazzi: la storia per tutti.

Achille Marotta
Achille Marotta

Achille Marotta sta scrivendo un libro su Islam, schiavitù e appartenenza nella Repubblica di Genova. È attualmente Max Weber Fellow presso l’Istituto Universitario Europeo di Firenze e da ottobre sarà Junior Research Fellow presso l’Oriel College dell’Università di Oxford. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Bologna nel 2024.

Alessandro Sciarroni
Alessandro Sciarroni

Alessandro Sciarroni è attivo nell’ambito delle performing arts. Leone d’Oro alla carriera per la Danza, nel 2019, i suoi lavori partono da un’impostazione concettuale di matrice duchampiana e sono ospitati in festival, musei e spazi non convenzionali in Europa, America e Asia. Nelle sue creazioni coinvolge artisti provenienti da diverse discipline, facendo proprie le tecniche della danza, del circo o dello sport. I suoi lavori tentano di svelare, attraverso la ripetizione di una pratica fino ai limiti della resistenza fisica, le ossessioni, le paure e la fragilità dell’atto performativo. È artista associato di Marche Teatro.

Ferdinando Fasce
Ferdinando Fasce

Ferdinando Fasce. Già professore ordinario di Storia Contemporanea nell’Università di Genova. Ha vinto l’Organization of American Historians Foreign-Language Book Prize per il miglior libro di Storia degli Stati Uniti in lingua straniera e il CLR James Award della Working-Class Studies Association per il miglior saggio di storia del lavoro. Corresponding editor del “Journal of American History”. Autore di numerosi saggi e volumi di storia del lavoro, della pubblicità e della cultura di massa fra cui Le anime del commercio. Pubblicità e consumi nel secolo americano (Carocci, 2012) e La musica nel tempo. Una storia dei Beatles (Einaudi, 2018). Ha in uscita I Beatles in Italia 1965. Cinque giorni, tre città, otto concerti (De Ferrari, 2025).

Gianni Martini
Gianni Martini

Gianni Martini, Chitarrista di Giorgio Gaber dal 1984 fino agli ultimi due album (La mia generazione ha perso e Io non mi sento italiano). Il suo percorso professionale inizia nel 1972 con il gruppo dei Delirium di Ivano Fossati, che presentò al Festival di Sanremo di quello stesso anno il brano Jesahel. Ha lavorato prevalentemente nel settore della canzone d’autore, collaborando, tra il 1975 e il 1984 con Claudio Lolli, Giampiero Alloisio, Francesco Guccini, Assemblea Musicale Teatrale. La collaborazione con Giorgio Gaber, nel periodo dal 1984 al 2000, ha compreso la realizzazione del musical A che servono gli uomini, allestito dal Teatro Sistina di Roma per le stagioni 1988 – 1989 / 1989 – 1990, su testi di Iaia Fiastri, musiche di Giorgio Gaber, regia di Pietro Garinei e riprese televisive di Antonello Falqui. Nel 1978 fonda la scuola di musica Music Line di cui è tuttora presidente. Verso la fine degli anni ’80 inizia a collaborare con alcune importanti riviste tra cui: Chitarre, Il mondo di Roland, Misolidia. Nel 1999 esce per la BMG – Ricordi (oggi Hal Leonard) il primo testo del progetto didattico Tecnica chitarristica e studio dell’improvvisazione, di cui sta per uscire il V volume. Nel corso della stagione teatrale 2008/2009, collabora con il cantautore Giampiero Alloisio e lo scrittore Maurizio Maggiani allo spettacolo Storia della meraviglia, allestito dal Teatro Stabile di Genova. Progetti minori, ma molto apprezzati dalla critica specializzata sono stati le band La famiglia Ortega e Scalino scaleno. Nel corso degli anni ha collaborato occasionalmente con: Arisa, Claudio Baglioni, Samuele Bersani, Claudio Bisio, Emma, i comici Luca e Paolo, Luciana Littizzetto, Paolo Jannacci, Neri Marcorè, Enzo Iacchetti, Rossana Casale, Rocco Papaleo, Paolo Rossi, Enrico Ruggeri, Francesco Baccini, Max Manfredi, Federico Sirianni, Piji, Annalisa Scarrone, Renzo Rubino. Inizia l’attività di direzione corale nel 2000, alla guida del Coro Daneo. Nel 2003 si forma il Coro 4 canti, mentre nel 2007 prende il via un terzo gruppo corale, il Coro canto libero e dal 2015 una nuova formazione, il Quarto Coro. La loro particolarità consiste innanzitutto nel fatto di essere cori polifonici moderni che eseguono repertori che si staccano dalla tradizione corale comunemente intesa. Dal 2013 tiene un corso di canto corale moderno per Music Line.

Show all (84)
Event location
Related events
Domesticare gli animali: tra utopie sociali e programmi imperiali
Domesticare gli animali: tra utopie sociali e programmi imperiali
Porto di Genova tra ‘800 e ‘900, gli interventi sulla natura del luogo
Porto di Genova tra ‘800 e ‘900, gli interventi sulla natura del luogo
Cosa c’è di naturale nei sistemi economici?
Cosa c’è di naturale nei sistemi economici?
Portare indietro le lancette della storia. Ruralismo e antimodernismo nel Terzo Reich
Portare indietro le lancette della storia. Ruralismo e antimodernismo nel Terzo Reich
L’Africa e i suoi confini: cicatrici di un “passato che non passa”
L’Africa e i suoi confini: cicatrici di un “passato che non passa”
Antinaturalismo. L’icona da Bisanzio a Kandinskij
Antinaturalismo. L’icona da Bisanzio a Kandinskij
La Costituzione dei diritti naturali: un itinerario storico
La Costituzione dei diritti naturali: un itinerario storico
Famiglie artificiali. Gli alberghi genovesi nel basso medioevo (secoli XIII-XV)
Famiglie artificiali. Gli alberghi genovesi nel basso medioevo (secoli XIII-XV)
Naturalizzare e denaturalizzare: cittadini e stranieri nella Prima guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra
Naturalizzare e denaturalizzare: cittadini e stranieri nella Prima guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra
loading...